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Il Sindacato dei Cittadini C.S.T. Modena e Reggio Emilia

Anno 2014 facciamo il punto

Data di pubblicazione: 22/12/2014 12:00 - Vedi allegato

COMUNICATO STAMPA del 22 dicembre 2014
L’anno 2014 non si è rivelato l’anno della ripresa economica e occupazionale come preannunciato alla fine dello scorso anno, bensì sarà l’ennesimo anno di crisi che si aggiunge ai precedenti. Inoltre non vediamo purtroppo i presupposti per potere rassicurare lavoratrici e lavoratori in attesa di occupazione o di superamento dello stato di precarietà.
A Modena dal 2007 la disoccupazione è raddoppiata raggiungendo il 9% e per quanto riguarda i giovani dai 19 ai 29 anni si assesta su quasi il 20%.
Se a questo aggiungiamo le note preoccupazioni che sono alla base della protesta a cui la UIL insieme alla CGIL ha proclamato lo scorso 12 dicembre uno sciopero generale, peraltro molto partecipato anche a Modena, legato ai contenuti della legge di riforma del lavoro e ai contenuti della legge di stabilità, si completa il quadro delle nostre fondate preoccupazioni.

Dunque anche la società civile di Modena, l’imprenditoria, le istituzioni possono e debbono dare nuovo impulso affinché non si disperda quel patrimonio manifatturiero che è stato il punto di forza della nostro territorio e che hanno fatto la differenza nei momenti difficili e sono stati determinanti per fare crescere la nostra Regione e farci conoscere ben oltre i nostri stessi confini.

La legge di stabilità del 2015 riconosce alle imprese contributi economici importanti e dunque chiediamo che queste risorse pubbliche siano effettivamente investite in nuova e buona occupazione, si vada al superamento del precariato che è la vera malattia di un sistema basato sul maggiore profitto e che ha disinvestito sulla ricerca, sulla innovazione del prodotto e sulla formazione impoverendo l’economia complessiva.
I lavoratori chiedono sostanzialmente questo, a maggior ragione dal momento che dal 2015 entra in vigore la normativa “ Fornero” che modifica in peggio gli ammortizzatori sociali a partire dalla mobilità che si riduce per tutti i cinquantenni di 1 anno di percezione di questa indennità e in assenza di una risposta certa sulla occupazione è comprensibile la drammaticità in cui vivono migliaia di persone.

I pensionati dal canto loro non stanno certo meglio, ad oggi non vi è traccia degli 80 euro e l’aumento delle pensioni a gennaio 2015, non supera i 2 euro al mese.
Il quadro complessivo disegnato non ci fa stare né sereni né tranquilli e quindi in assenza di risposte concrete non ci resta che proseguire nelle forme di lotta che valuteremo opportune per creare presupposti certi per la ripartenza.

LUIGI TOLLARI
SEGRETARIO GENERALE CST UIL MODENA E REGGIO EMILIA