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Il Sindacato dei Cittadini C.S.T. Modena e Reggio Emilia

Per non dimenticare

Data di pubblicazione: 08/01/2015 12:00

Commemorazione 65esimo anniversario eccidio Fonderie Riunite di Modena

Ricorre domani - venerdì 9 gennaio –

il 65esimo anniversario dell'eccidio delle Fonderie Riunite di Modena

Il 9 gennaio 1950 la polizia uccise sei operai durante una manifestazione per la riapertura della fabbrica. Cgil-Cisl-Uil commemorano i fatti con una cerimonia in programma alle 9 presso il cippo ai caduti delle ex Fonderie in zona Crocetta.
I segretari provinciali di Cgil:Tania Scacchetti, Cisl:William Ballotta e Uil: Luigi Tollari, unitamente alle autorità cittadine, deporranno corone di alloro in memoria dei sei operai - Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti - che morirono sotto i colpi della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del Lavoro per chiedere la riapertura della fabbrica, contro la serrata e i licenziamenti massicci decisi dalla direzione delle Fonderie.

Per la loro drammaticità, i fatti del 9 gennaio 1950 segnarono il culmine di un clima conflittuale nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro in provincia di Modena e in tutto il paese nel primo decennio del dopoguerra. Un decennio caratterizzato dalla ripresa dell'offensiva padronale per eliminare o limitare il più possibile i diritti e le conquiste dei lavoratori nell'Italia del dopo Liberazione. L'uccisione dei sei lavoratori e il ferimento di altri 200 (molti dei quali non si presentarono agli ospedali per paura di essere fermati) rappresentò la sproporzione tra la brutale repressione della polizia, sostenuta da alcuni industriali modenesi e le rivendicazioni del sindacato e dei lavoratori per il diritto alla libertà sindacale, la difesa delle commissioni interne e del cottimo collettivo, il controllo del collocamento per ridurre la forte disoccupazione degli anni postbellici. Anche con il sacrificio di quelle vite umane e con quella dura stagione di lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, si avviò il difficile cammino della costruzione della democrazia industriale e del civile convivere democratico nella nostra provincia.