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Il Sindacato dei Cittadini C.S.T. Modena e Reggio Emilia

Festa dei lavoratori 1 Maggio 2016

Data di pubblicazione: 03/05/2016 12:00

Festa dei lavoratori, 1 Maggio 2016

Care Lavoratrici, cari lavoratori , cittadini ,buon 1° maggio a tutti.

Anno dopo anno CGIL,CISL,UIL con determinazione e perseveranza , rinnovano questo appuntamento con tutta la società civile e democratica  per noi irrinunciabile.
Vogliamo in questo modo , riportare all'attenzione  della politica e di tutto il Paese , il tema del lavoro in ogni sua declinazione, fatto di luci e di ombre tanto  per chi lo ha , quanto  per quelli che da tempo o lo stanno cercando o hanno perso la speranza di trovarlo. Perché i trucchi e gli artifizi contabili del ministero del lavoro a noi non piacciono.
Vi sono numeri sugli occupati, sui pensionati, sulla popolazione in età di studio sicuri. Tutti gli altri se non lavorano è forse perché hanno vinto alla lotteria? Le percentuali che ci raccontano sono false o quantomeno fuorvianti. La crisi si potrà dire risolta solo quando il numero degli occupati tornerà per lo meno ai valori del 2006.
La festa internazionale del lavoro ha questo obbiettivo, che pure nella trasformazione della società  in questo ultimo ventennio,  non si può certo ritenere un tema secondario e tanto meno risolto.
Le stesse parole d'ordine,  lanciate dalle OO.SS. Confederali per il 2016, vogliono evidenziare questo, insieme alla preoccupazione  che la tanto sospirata ripresa economica e occupazionale ,stenta ancora a dare segnali  forti  e duraturi .
Ecco perchè non possiamo ritenerci ancora soddisfatti né sereni.
Peraltro, voglio ricordare che a gennaio  2016 i dati riferiti a nuove assunzioni erano positivi,  salvo poi diminuire  nel mese di febbraio  e questo badate non è un caso , bensì è legato a minori incentivi riconosciuti alle imprese, rispetto allo scorso anno .
Quindi si è registrato quanto andavamo dicendo da mesi, cioè che riconoscere a tutte le imprese indistintamente sgravi e incentivi, senza verificare nel merito o fare distinzioni fra  chi investiva  in riorganizzazione, formazione , occupazione permanente  e chi no, avrebbe portato inevitabilmente a questo. Si sono calpestati diritti del lavoro, investito in sgravi onerosi per le casse dello stato solo per rimescolare un po’ le carte.
E allora ancora una volta a pagarne il prezzo più alto sono la parte più debole , ad esempio i giovani , che una volta terminato il ciclo
scolastico , grazie anche ai sacrifici delle proprie famiglie, viene negato l'opportunità di mettere a frutto  quanto acquisito sui libri.
Questo sconforto ,sappiamo molto bene si traduce spesso in dolorose scelte di emigrazione in altri  Paesi, disperdendo intelligenze e
conoscenze ,utili a fare progredire la nostra società.
Dall' altro canto anche i meno giovani, una volta  perduto il posto di lavoro, loro malgrado , sono ritenuti troppo vecchi per essere assunti con sgravi o incentivi e troppo giovani per andare in pensione.
In questo modo , grazie alle norme introdotte dal governo Monti in materia di pensioni e alla riforma degli ammortizzatori sociali, sensibilmente ridotti nella durata , rischiano di farli  rimanere per anni in un limbo drammatico , privi di reddito e di contribuzione, alla stregua degli esodati.
A tale proposito ricordo che non più tardi di 1 mese fa da tutte le piazze Italiane, CGIL,CISL,UIL, hanno manifestato  contro l'indifferenza del  governo per la richiesta di incontro, avanzata dai 3 segretari nazionali   e poterci confrontare in modo costruttivo e propositivo sul tema della Previdenza e del fisco.
Tema  che , come più volte denunciato è inadeguato e vessatorio nei confronti di milioni di persone di diverse condizioni , ma tutte accomunate da una percezione di uno stato che continua a perseguitare e non a rispondere con un progetto chiaro e condiviso, ai troppi problemi legati  alle condizioni  vissute quotidianamente da milioni di lavoratori dentro e fuori il mondo del lavoro e di altrettanti milioni di pensionati con un reddito assai modesto, al limite della povertà, dopo una vita di sacrifici.
Il governo  a tutt' oggi non ha risposto . Continua a fare orecchie da mercante alle nostre sollecitazioni, Privilegiando scelte e soluzioni in piena autonomia che poi si rivelano inadeguate , costose e innescano contenziosi infiniti!!
Vedi ad esempio l'intervento per dirimere la sentenza della Corte di Cassazione della scorsa estate sulla mancata rivalutazione delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo.
Invece di ascoltare le OO.SS. Ha preferito elargire una tantum, scontentando la stragrande maggioranza dei pensionati interessati , senza peraltro recuperare il tanto sospirato potere d'acquisto delle pensioni stesse, motivo per il quale sono pendenti oggi ricorsi legali in tante parti del Paese.
Anche per questo, come per il mancato riconoscimento degli 80 euro ai pensionati,  le categorie nazionali  di CGIL CISL UIL, hanno indetto una manifestazione nazionale a Roma in Piazza del Popolo per il 19 maggio prossimo , alla quale vi invitiamo fin da ora  a partecipare numerosi.

E allora anche oggi da questa piazza , rinnoviamo la richiesta al governo di essere ricevuti e ascoltati.
Non fosse altro perché fino a prova contraria CGIL, CISL,UIL rappresentano  milioni di persone , liberamente iscritti come sancito dalla nostra costituzione repubblicana e dunque , questo atteggiamento lo riteniamo ancor più sbagliato e assai poco lungimirante.
Le richieste che avanziamo sono certamente complesse ,ne siamo consapevoli, ma altrettanto  come siamo abituati a fare,  abbiamo individuato proposte  e possibili soluzioni per raggiungere gli obiettivi prefissati e dove reperire le risorse economiche necessarie.
Sono obiettivi dettati dal bisogno delle persone che rappresentiamo e che ogni giorno nelle nostre sedi , nel territorio, nelle iniziative che promuoviamo ci rinnovano e chiedono di farcene carico, rappresentandoci di volta in volta condizioni di vita segnate da rinunce piccole e grandi causate dal progressivo impoverimento delle famiglie .Sono richieste di buon senso , concrete , come sono concreti i tanti problemi di coloro che vivono quotidianamente l'incertezza della continuità del lavoro, di potere contare su un reddito certo  attraverso il quale , non solo ci si può realizzare come persona , ma permette di vivere un esistenza serena e investire sul proprio futuro .
Vi sembra che chiediamo  la luna ?
Non siamo più disposti a rimandare a tempi infiniti e mai definiti, interventi che rendano giustizia a quei  lavoratori che chiedono legittimamente di potere andare in pensione dopo 41 anni di lavoro, ben sapendo che questo obiettivo negli anni sarà una vera chimera per la stragrande maggioranza di loro , dal momento che si inizia sempre più tardi a lavorare .
Rendere flessibile il pensionamento per uomini e donne significa anche riconoscere che tutti i lavori non sono uguali.
Ma come si può pensare che un muratore possa lavorare a 67 anni, o una maestra d'asilo, o un infermiera o chi si occupa delle persone non più autosufficienti !!
Questi interventi non solo renderebbero giustizia, ma potrebbero creare le condizioni per dare finalmente risposte  ai giovani in cerca di lavoro e a superare la diatriba creata ad arte , che  mette i giovani contro gli anziani, i lavoratori contro i pensionati, come se fossero questi ultimi la causa di tutti i problemi .
Dimenticando che i dati forniti dall'INPS nelle scorse settimane, dimostrano che degli oltre 18 milioni di pensionati , il 60% percepisce un assegno mensile che non supera i 750 euro, sono questi i privilegiati?
Noi però siamo convinti che invece Il vero grande problema del Paese ancora oggi si chiama LAVORO.
Un lavoro dignitoso e regolare, a cui applicare i contratti collettivi sottoscritti fra le parti sociali , che tutelano i lavoratori, che rimettono al centro la persona con diritti e doveri, dove non ci sia posto per sfruttamenti, irregolarità, precarietà e insicurezza , questo deve essere il vero grande obiettivo per fare ripartire l'economia e con essa ridare prospettive e certezze oggi  relegate all'ultimo posto di una scala in cui prevale il profitto e non le persone.
Anche a Reggio non dimentichiamo i dati sulla disoccupazione , abbiamo registrato  percentuali fino a pochi anni or sono del tutto impensabili.
Il numero delle imprese piccole e grandi che hanno cessato la produzione sono migliaia , senza contare le altre che hanno ridimensionato la propria capacità produttiva e non è ancora finita.
Cito a tale proposito solo alcune delle vertenze aperte  e che al centro della stessa c'è il tema chiusura dell'impresa o esuberi, o licenziamenti arbitrari come è accaduto ad esempio alla Tecnogear ai cui lavoratori va dato tutto il nostro sostegno.
In questo scenario, il patto per il lavoro sottoscritto la scorsa estate con la Regione Emilia Romagna può dare una svolta , laddove però tutti gli attori che lo hanno sottoscritto , si impegnano realmente a tradurre lo scritto in azioni concrete.
Dico questo perchè a distanza di alcuni mesi , dal mondo imprenditoriale non abbiamo  registrato segnali confortanti a tale proposito, speriamo in un cambio di rotta a breve.
La stessa proposta unitaria avanzata dalle OO.SS. Sul nuovo modello contrattuale , partendo dalla piattaforma
“ Un moderno sistema di relazioni industriali” è un punto di partenza che può contribuire a ridefinire modalità di confronto e di merito del mondo del lavoro, da non sottovalutare.
Sul territorio non cesseremo mai il nostro impegno, su temi dirimenti per una buona occupazione, in materia di appalti, legalità, trasparenza, responsabilità sociale, consapevoli che attraverso questi interventi si possono prevenire  quelle infiltrazioni malavitose che purtroppo cercano di attecchire  come è accaduto nel nostro territorio laddove ci sono risorse a partire, ma non solo,  nell’area del cratere del tragico sisma del maggio 2012 di cui ricorre oramai il quarto anniversario.
Abbiamo il dovere di vigilare affinché la legalità prevalga sempre , ben sapendo  che anche questo è sinonimo di sicurezza e prosperità per l'intera comunità. Lo diciamo anche perché tra le tante disgrazie che si porta dietro la crisi vi è proprio la questione degli appalti al massimo ribasso, frutto di offerte che non rispettano spesso né le leggi né i contratti di questo paese. Si specula sui salari, sulla sicurezza e la legittimità dei contratti. Chi meglio di chi è avvezzo a vivere oltre la legalità è in grado di gestire queste situazioni?
In conclusione un passaggio sul bilancio del Comune di ReggioEmilia , inteso come riferimento delle politiche locali a maggior ragione quando il tanto auspicato federalismo , stenta a decollare  a causa dei sempre più esigui trasferimenti economici dallo Stato al territorio.
Il 2016 come noto la legge di stabilità ha cancellato la TASI sulla abitazione principale. Vale a dire, dovendo comunque reperire risorse ad esempio per contrastare la povertà, si poteva lasciare ad esempio l'imposta per le case di un certo valore invece di toglierle indistintamente a tutti . Noi siamo per ridurre le tasse ma quando si pensa a chi le ha sempre pagate per intero con trattenuta alla fonte, a chi le paga nella tassazione indiretta con un peso assolutamente diseguale rispetto al proprio reddito, vogliamo prendere atto una buona volta che chi gode di redditi e di rendite più elevate debba dare più sostegno?
Le mancate entrate per i Comuni tuttavia, dovrebbero essere comunque  parimenti garantite attraverso 3 trance , che auspichiamo vivamente siano tali e puntuali, pena decisioni dolorose di tagliare servizi o aumentare le rette.
CGIL CISL UIL , hanno già espresso le proprie opinioni sul tema e più in generale sulla necessità di attuare tutti gli sforzi possibili per evitare aumenti di tasse che , stante alle condizioni  economiche delle famiglie, prima descritte, non fanno altro che imprimere sofferenza e ulteriori rinunce  che spesso si traducono anche alla rinuncia a curarsi come dicono i dati diramati dalla nostra Regione e questo non possiamo e non dobbiamo permetterlo.
Dunque il cammino che ci attende è ancora in salita, ma non per questo vogliamo arrenderci o rinunciare a lottare.
Pertanto se i temi posti  dal sindacato sono condivisi come auspichiamo è necessario il sostegno e la partecipazione di ognuno di voi, solo in questo modo apriremo una nuova stagione di diritti e di conquiste.

Buon 1 maggio a tutti.

 

CST UIL MODENA E REGGIO EMILIA